Cari lettori, care lettrici,

cari soci, care socie,

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siamo giunti alla fine di un altro anno, il diciottesimo per la nostra associazione, che è cresciuta per iniziative e partecipazione, per estensione delle stesse, che hanno superato i confini nazionali.

Di contro, a livello sociale, il 2025 non si è distinto dagli anni precedenti e si farà ricordare per le atrocità (violenza e guerra), per la sofferenza, la povertà, la fatica, la durezza, la criminalità, la stoltezza, i sacrifici (sono aumentate la pressione fiscale e il debito pubblico), per la paura, l’ansia, l’insicurezza, il malessere.

Per questi motivi, il 2026 deve essere l’anno dei Diritti fondamentali, dei Diritti umani.

Poiché l’incertezza è diventata una costante, dobbiamo trovare la formula inversa per definire la strada da percorrere e riappropriarci del presente.

Non dobbiamo farci vincere dalla rassegnazione, dall’apatia, dall’indifferenza.

Partecipare alla vita e alle scelte della comunità significa esercitare la nostra libertà, il diritto al futuro.

Ci siamo impegnati con costanza per accompagnare i cambiamenti sociali, dobbiamo continuare a promuovere il benessere collettivo e a portare avanti cambiamenti significativi.

Il 2026 deve essere l’anno della Salute, dell’articolo 32 della nostra Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività; e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Ogni giorno la nostra salute è invece minacciata dalla guerra e dalla crisi economica. Il rispetto della persona violato dalla negazione del diritto al benessere e alla serenità.

Cosa è giusto quando anche i reati vengono cancellati e la giustizia riformata e messa a servizio del potere esecutivo?

Cosa è vero se la libertà di ricerca è in mano alle lobby, alle multinazionali, ai capitalisti, agli affaristi, ai venditori di balle, ed è costantemente negata?

Per questi motivi, ripeto, il 2026 deve essere l’anno dei Diritti, del rinnovamento, della prosperità e della probità, di quest’ultima virtù divenuta rarissima abbiamo infatti tantissimo bisogno per risollevare il nostro Paese.

È dunque facendo riferimento all’articolo 3 della Costituzione italiana, che così recita:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

 È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

che vi porgo i migliori auguri di Buon Anno, affinché il 2026, porti prosperità, nuove opportunità e risultati, e rafforzi la nostra partnership per raggiungere nuovi traguardi insieme, valorizzando il talento di ognuno; rinnovata crescita e successo.

Ringraziandovi per la fiducia, vi auguro felicità e soddisfazione.

Angela Alessandra Milella